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Fattura dello psicologo in regime forfettario: bollo, ENPAP e modello pronto

Quanto scrivere in fattura? Quando serve la marca da bollo? Come si espone il 2% ENPAP? Una guida chiara, con due fogli di calcolo gratuiti per non sbagliare un centesimo.

di Dott. Antonino Benvenuto Dottore Commercialista Maggio 2026

Emettere una fattura da psicologo sembra semplice, finché non ci si scontra con tre dubbi ricorrenti: devo mettere la marca da bollo? Il 2% ENPAP va aggiunto o è già compreso? E soprattutto: se voglio che il cliente paghi una cifra tonda, quanto scrivo come compenso? Questa guida risponde a tutte e tre, riferendosi al caso più frequente: lo psicologo in regime forfettario che fattura a un cliente privato.

Alla fine trovi due modelli Excel scaricabili che fanno i conti al posto tuo, costruiti per i due ragionamenti opposti che si fanno nella pratica.

Il contributo integrativo ENPAP: il 2% a carico del cliente

Ogni psicologo libero professionista iscritto a ENPAP deve addebitare in fattura il contributo integrativo del 2%. È un punto fermo: il contributo integrativo è pari al 2% dei compensi e va inserito nei conteggi di tutte le fatture emesse, in quanto a carico del cliente. Non è un costo per te, ma una somma che incassi dal paziente e giri all'ente.

Attenzione a non confonderlo con gli altri due contributi ENPAP: il contributo soggettivo, pari al 10% dell'imponibile con un minimo annuo, e il contributo di maternità sono a carico tuo e non vanno in fattura. In fattura compare solo il 2% integrativo.

L'addebito non è facoltativo: l'addebito del contributo integrativo al cliente è obbligatorio per legge e non puoi decidere di non addebitarlo al paziente.

La marca da bollo: quando serve davvero

Qui sta il primo errore comune. La fattura di un forfettario non ha IVA, e su questo tipo di documenti scatta l'imposta di bollo oltre una certa soglia. La regola è: la marca da bollo da 2 euro va applicata su tutte le fatture di importo superiore a 77,47 euro che non sono soggette a IVA, come quelle in regime forfettario.

Tradotto: se la tua prestazione supera 77,47 €, devi applicare il bollo da 2 €; se resta sotto, niente bollo. Per una singola seduta da 50-70 € il bollo non c'è; per pacchetti o sedute più lunghe, sì.

Chi paga il bollo?

Formalmente l'imposta di bollo è a carico di chi emette la fattura, ma puoi riaddebitarla al cliente. È la prassi più comune: i 2 € vengono aggiunti al totale che paga il paziente.

Il punto delicato: bollo ed ENPAP insieme

Ed eccoci al passaggio che la maggior parte delle guide sbaglia o ignora. Quando riaddebiti il bollo al cliente in regime forfettario, quei 2 € non sono un semplice rimborso: l'Agenzia delle Entrate li considera parte del tuo compenso. Lo ha stabilito con una risposta a interpello: l'Agenzia delle Entrate, con la risposta all'interpello n. 428/2022, ha chiarito che l'imposta di bollo riaddebitata al cliente costituisce parte integrante del compenso, assimilata ai ricavi, e va pertanto assoggettata a cassa previdenziale ENPAP 2% oltre a concorrere alla determinazione del reddito su cui calcolare l'imposta sostitutiva.

La conseguenza pratica è precisa: il 2% ENPAP non si calcola solo sul compenso, ma sulla somma di compenso più bollo. È un dettaglio da pochi centesimi sulla singola fattura, ma è il modo corretto di compilarla — e fa la differenza in caso di controllo.

La regola in una riga

Base del 2% ENPAP = compenso + marca da bollo riaddebitata. Il totale che paga il cliente = compenso + bollo + 2% ENPAP su (compenso + bollo).

Esempio pratico 1: seduta da 60 € (senza bollo)

Caso classico della singola seduta. Il compenso è sotto la soglia dei 77,47 €, quindi niente bollo.

VoceImporto
Compenso prestazione60,00 €
Marca da bollo (sotto soglia)0,00 €
Contributo integrativo ENPAP 2% (su 60 €)1,20 €
Totale fattura (paga il cliente)61,20 €

Esempio pratico 2: prestazione da 150 € (con bollo)

Qui il compenso supera la soglia, quindi entra il bollo, e il 2% ENPAP si calcola su compenso più bollo.

VoceImporto
Compenso prestazione150,00 €
Marca da bollo (oltre 77,47 €)2,00 €
Base contributo (150 + 2)152,00 €
Contributo integrativo ENPAP 2% (su 152 €)3,04 €
Totale fattura (paga il cliente)155,04 €

I due modelli di fattura: scegli il tuo punto di partenza

Per passare dalla teoria alla pratica ho preparato un file con due fogli-fattura veri e propri: non semplici calcolatrici, ma modelli compilabili con intestazione, dati del cliente, descrizione della prestazione e diciture fiscali già pronte. Compili le celle gialle, e bollo, ENPAP e totale si calcolano da soli. Poi stampi o salvi in PDF.

Il secondo è quello che serve più spesso a chi vuole listini "puliti": imposti 80 € e il modello indica un compenso di 76,43 €, più bollo 2 € ed ENPAP 1,57 €, per un totale esatto di 80 €. Le celle gialle sono gli unici valori da toccare; tutto il resto si calcola da solo, comprese le diciture da prestazione sanitaria esente.

📄 Scarica i modelli di fattura

Due fogli-fattura pronti da compilare e stampare (o salvare in PDF): uno parte dal compenso, l'altro dal totale che vuoi far pagare al cliente. Intestazione, diciture fiscali e calcolo di bollo ed ENPAP già impostati. Compili solo le celle gialle.

Scarica il modello fattura (.xlsx)

Cerchi solo i conti veloci? Scarica anche il foglio calcolatrice →

Prestazione sanitaria: niente SdI, ma invio al Sistema TS

Questo è un punto che riguarda da vicino gli psicologi, perché la psicoterapia e i colloqui clinici verso privati sono prestazioni sanitarie, e seguono una regola precisa sulla fatturazione elettronica.

Dal 2026 la disciplina è diventata definitiva: la fattura per una prestazione sanitaria resa a una persona fisica non deve transitare per il Sistema di Interscambio (SdI). In altre parole, niente fattura elettronica verso il paziente privato: la fattura si emette in formato cartaceo o PDF tradizionale. Non è più una proroga annuale come negli anni scorsi, ma una regola a regime introdotta dal D.Lgs. 81/2025, motivata dalla tutela dei dati sensibili del paziente (il tipo di prestazione rivela informazioni sulla salute).

I due binari da non confondere

Fattura al paziente: cartacea o PDF, mai via SdI. Dato della spesa: va comunque trasmesso al Sistema Tessera Sanitaria (TS). Sono due adempimenti distinti: il divieto di e-fattura non elimina l'obbligo di invio al TS, che resta in vigore secondo le scadenze vigenti.

Attenzione quindi a non inviare per errore la fattura sanitaria allo SdI: oltre a essere un errore formale, può rappresentare una violazione della privacy del paziente. La fattura elettronica resta invece dovuta solo se il committente non è il privato ma un soggetto come un'azienda o un ente (operazioni B2B/B2G), e in quel caso senza indicare in fattura gli elementi che identificano la prestazione sanitaria della persona.

Diverso è il caso delle consulenze non sanitarie (ad esempio l'attività come consulente tecnico di parte): non essendo prestazioni sanitarie, seguono le regole ordinarie. La distinzione incide sugli adempimenti, quindi vale la pena verificarla caso per caso.

Le percentuali e le soglie possono cambiare. L'aliquota del 2%, la soglia del bollo di 77,47 € e i minimi contributivi sono quelli vigenti; i modelli hanno celle modificabili proprio per adattarli a eventuali aggiornamenti normativi.

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Domande frequenti

Quando va messa la marca da bollo?

Sulle fatture senza IVA (come quelle dei forfettari) di importo superiore a 77,47 €. Sotto questa soglia non si applica.

Il 2% ENPAP lo pago io o il cliente?

Lo paga il cliente: si aggiunge in fattura e tu lo versi all'ente. È obbligatorio. I contributi soggettivo e di maternità sono invece a carico tuo e non vanno in fattura.

Perché il 2% si calcola anche sul bollo?

Perché in regime forfettario il bollo riaddebitato al cliente è considerato compenso (Agenzia delle Entrate, interpello 428/2022). Quindi la base del 2% ENPAP è compenso più bollo.

Come faccio a far pagare una cifra tonda al cliente?

Usa il modello "dal totale" scaricabile: inserisci il totale desiderato e il foglio calcola a ritroso il compenso da indicare in fattura, scorporando bollo ed ENPAP.

La fattura sanitaria va inviata allo SdI?

No. Dal 2026, in via definitiva, la fattura per una prestazione sanitaria verso un privato non transita per il Sistema di Interscambio: si emette cartacea o in PDF. Resta però l'obbligo di trasmettere il dato della spesa al Sistema Tessera Sanitaria (TS) secondo le scadenze vigenti.

AB
Dott. Antonino Benvenuto
Dottore Commercialista · Studio FiscalPro

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Informazioni a fini divulgativi aggiornate a maggio 2026, basate sulla normativa vigente e sulla prassi dell'Agenzia delle Entrate (interpello n. 428/2022). Aliquote e soglie possono variare: per il tuo caso specifico è sempre consigliabile una consulenza professionale.