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Quante tasse paga davvero uno psicologo in regime forfettario?

Imposta sostitutiva, coefficiente del 78% e contributi ENPAP: ecco come si calcola, con numeri reali, quanto resta in tasca a uno psicologo libero professionista.

di Dott. Antonino Benvenuto Dottore Commercialista Maggio 2026

È la domanda che si fa ogni psicologo prima di aprire la partita IVA, o ogni anno prima delle scadenze: quanto pagherò davvero? La risposta, nel regime forfettario, è più semplice e prevedibile di quanto si pensi — ma richiede di mettere in fila tre elementi: il coefficiente di redditività, l'imposta sostitutiva e i contributi ENPAP. Vediamoli uno per uno, con esempi concreti.

Primo passo: il coefficiente di redditività (78%)

Nel regime forfettario non si tassano i ricavi pieni e non si deducono le spese reali. Il reddito imponibile si ottiene applicando al fatturato un coefficiente di redditività fisso, stabilito per categoria. Per gli psicologi (codice ATECO 86.93.00) il coefficiente è del 78%.

In pratica, viene tassato solo il 78% di quello che fatturi: il restante 22% è considerato forfettariamente come "spese di produzione" e non concorre al reddito, a prescindere dalle spese che hai realmente sostenuto. Su 30.000 € di fatturato, il reddito imponibile di partenza è quindi 23.400 €.

Secondo passo: l'imposta sostitutiva (5% o 15%)

Sul reddito così determinato (al netto dei contributi, come vedremo) si applica un'unica imposta sostitutiva, che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP. L'aliquota è:

È proprio questa l'attrattiva principale del forfettario per i giovani psicologi: nei primi anni, quando i compensi sono ancora contenuti, un'aliquota del 5% rende il carico fiscale davvero leggero.

Terzo passo: i contributi ENPAP

Qui sta la parte che molti sottovalutano, perché i contributi previdenziali pesano spesso più dell'imposta stessa. Gli psicologi iscritti all'Albo versano alla propria cassa, l'ENPAP, tre tipi di contributo:

Il vantaggio fiscale da non perdere

Il contributo soggettivo e quello di maternità versati all'ENPAP sono interamente deducibili dal reddito imponibile, anche in regime forfettario. Significa che abbassano la base su cui calcoli l'imposta sostitutiva: pagare i contributi ti fa risparmiare imposta.

Mettiamo tutto insieme: un esempio concreto

Prendiamo una psicologa che fattura 30.000 € in un anno, al secondo anno di attività (quindi aliquota al 5%), che nell'anno precedente ha versato 2.000 € di contributi ENPAP deducibili.

PassaggioImporto
Fatturato annuo30.000 €
Reddito imponibile lordo (78%)23.400 €
Meno contributi ENPAP deducibili− 2.000 €
Reddito netto imponibile21.400 €
Imposta sostitutiva (5%)1.070 €
Contributo soggettivo ENPAP (10% di 23.400)2.340 €
Totale tra imposta e contributi (circa)3.410 €

Su 30.000 € di fatturato, quindi, tra imposta sostitutiva e contributo previdenziale siamo intorno ai 3.400 € (più la quota fissa di maternità). Con l'aliquota a regime del 15%, la sola imposta salirebbe da 1.070 € a 3.210 €. Sono numeri indicativi, ma rendono l'idea: la previdenza pesa quanto, e spesso più, dell'imposta.

🧮 Quanto devi mettere da parte?

Nell'esempio sopra, su 30.000 € di fatturato tra imposta e contributi se ne vanno circa 3.410 €: vuol dire accantonare grossomodo 1 euro ogni 9 incassati. Ma la cifra cambia con il tuo fatturato, l'anno di attività e l'aliquota ENPAP che scegli.

~3.410 €da accantonare in un anno
~285 €da mettere da parte al mese

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Le scadenze da ricordare

Il calcolo è una cosa, il calendario un'altra. Per gli psicologi forfettari i due binari principali sono:

Quando conviene il forfettario (e quando no)

Per la maggior parte degli psicologi, soprattutto a inizio carriera, il forfettario è la scelta più conveniente: aliquota bassa, niente IVA, gestione semplice. Il rovescio della medaglia è che non puoi dedurre le spese reali: se sostieni costi elevati (affitto di uno studio importante, collaboratori, formazione costosa), oltre il 22% forfettario, il regime ordinario potrebbe a un certo punto diventare più vantaggioso. È il tipo di valutazione che conviene fare con un professionista, numeri alla mano.

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Domande frequenti

Qual è il coefficiente di redditività per gli psicologi?

Per il codice ATECO 86.93.00 è del 78%: le tasse si calcolano sul 78% del fatturato, il restante 22% è considerato forfettariamente come spese e non viene tassato.

Quanta imposta paga uno psicologo forfettario?

L'imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni se si rispettano i requisiti. Si applica sul reddito imponibile al netto dei contributi deducibili.

I contributi ENPAP si possono dedurre?

Sì: il contributo soggettivo e quello di maternità sono interamente deducibili dal reddito imponibile, anche nel forfettario. Il contributo integrativo del 2% è invece a carico del cliente e non è un tuo costo.

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Dott. Antonino Benvenuto
Dottore Commercialista · Studio FiscalPro

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Informazioni a fini divulgativi aggiornate a maggio 2026, basate sulla normativa vigente e sui parametri ENPAP correnti. Gli importi negli esempi sono indicativi e arrotondati. Aliquote, minimi e coefficienti possono variare: per il tuo caso specifico è sempre consigliabile una consulenza professionale.