Tra tutte le categorie di partite IVA in regime forfettario, artigiani e commercianti hanno una particolarità che spesso li sorprende: i contributi previdenziali non aspettano il reddito. C'è una quota fissa — il cosiddetto minimale — che va versata indipendentemente da quanto si è guadagnato. Anche a zero fatturato.
Questa guida spiega come funziona il sistema contributivo IVS nel 2026, con i nuovi importi aggiornati dalla Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026, gli esempi di calcolo per casi reali e tutto quello che c'è da sapere sulla riduzione del 35% per i forfettari.
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I numeri chiave del 2026
Come funziona il sistema IVS
Il sistema contributivo per artigiani e commercianti si basa su due livelli distinti, che funzionano in modo molto diverso tra loro.
Il primo livello è il minimale: una quota fissa calcolata su un reddito minimo convenzionale — nel 2026 pari a 18.808 euro — che si paga indipendentemente dal reddito reale. Anche chi ha fatturato poco o nulla paga questa quota. Si versa in quattro rate trimestrali uguali con modello F24.
Il secondo livello è la quota eccedente: se il reddito supera i 18.808 euro, sulla parte in eccesso si applica l'aliquota percentuale (24% per artigiani, 24,48% per commercianti). Questo secondo importo segue le scadenze IRPEF — saldo a giugno, acconti a giugno e novembre.
La logica è la stessa da anni, ma gli importi cambiano ogni anno perché il minimale è agganciato a un indice ISTAT.
Gli importi 2026 nel dettaglio
| Voce | Artigiani | Commercianti |
|---|---|---|
| Minimale di reddito | € 18.808 | € 18.808 |
| Contributo fisso annuo (minimale) | € 4.521,36 | € 4.611,64 |
| di cui quota maternità | € 7,44 | € 7,44 |
| Aliquota sull'eccedenza | 24% | 24,48% |
| Aliquota oltre € 56.224 | 25% | 25,48% |
| Massimale prima fascia | € 56.224 | |
| Contributo fisso con riduzione 35% | € 2.938,88 | € 2.997,57 |
La differenza tra artigiani e commercianti: lo 0,48% in più per i commercianti finanzia l'indennizzo per cessazione attività — un sostegno economico per chi chiude il negozio. Non è una tassa in più, è una copertura assicurativa.
Cos'è il massimale di € 56.224? Il 24% (o 24,48%) sull'eccedenza non si applica all'infinito: si ferma a 56.224 euro di reddito. Sulla parte che supera questa soglia l'aliquota sale di un punto — al 25% per gli artigiani e al 25,48% per i commercianti. In pratica è una fascia aggiuntiva che riguarda solo chi ha redditi molto elevati. Per la maggior parte dei forfettari non è un tema rilevante, visto che il limite di fatturato del regime è 85.000 euro e il coefficiente di redditività riduce ulteriormente il reddito imponibile.
Esempio di calcolo — tre scenari reali
Scenario 1 — Parrucchiera con 22.000€ di fatturato
Laura è parrucchiera in regime forfettario, al terzo anno. Coefficiente di redditività 67% (ATECO servizi alla persona). Reddito imponibile: 22.000 × 67% = 14.740€ — sotto il minimale.
Se Laura avesse richiesto la riduzione del 35%, pagherebbe invece € 2.938,88 — un risparmio di quasi 1.600 euro annui.
Scenario 2 — Commerciante con 40.000€ di fatturato
Marco gestisce un negozio di abbigliamento, forfettario al settimo anno. Coefficiente 40% (commercio al dettaglio). Reddito imponibile: 40.000 × 40% = 16.000€ — ancora sotto il minimale.
Il caso più frequente: molti artigiani e commercianti in forfettario con coefficiente basso (40%) restano sotto il minimale anche con fatturati elevati. Significa che la quota variabile non scatta mai — si paga solo il fisso, anno dopo anno.
Scenario 3 — Artigiano con 60.000€ di fatturato
Giovanni è installatore idraulico, forfettario al quarto anno. Coefficiente 86% (attività artigiane). Reddito imponibile: 60.000 × 86% = 51.600€ — sopra il minimale.
In questo caso il peso contributivo è significativo — circa il 20% del fatturato. È lo scenario in cui la riduzione del 35% fa la differenza più grande: con l'agevolazione i contributi scenderebbero a circa € 8.054.
La riduzione del 35% per i forfettari
Questa è probabilmente la cosa meno conosciuta tra artigiani e commercianti in regime forfettario. Chi applica il forfettario ha diritto a una riduzione del 35% su tutti i contributi IVS — sia quelli fissi sul minimale che la quota variabile sull'eccedenza.
Non è automatica. Va richiesta.
Come si richiede
- Accedi al portale INPS con SPID o CIE
- Vai al Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti
- Seleziona "Domande telematizzate" → "Regime agevolato ex art. 1, comma 111, L. 208/2015"
- Invia la dichiarazione di responsabilità
La domanda va presentata entro il 28 febbraio di ogni anno per chi è già attivo. Per il 2026 la scadenza è già passata — ma chi aveva già presentato la domanda negli anni precedenti è coperto automaticamente.
Attenzione alla pensione: la riduzione del 35% non è solo un risparmio — è anche meno contribuzione accreditata. Chi sceglie questa opzione costruisce una pensione inferiore. Non è la scelta giusta per tutti. Vale la pena valutarla con un commercialista in base alla propria situazione previdenziale complessiva.
La riduzione del 50% per chi ha aperto nel 2025
La Legge di Bilancio 2025 aveva introdotto una riduzione ancora più vantaggiosa — il 50% per i primi 36 mesi — per chi si iscriveva per la prima volta alla Gestione Artigiani e Commercianti nel 2025. Chi ha aperto nel 2025 continua a beneficiarne nel 2026 per la durata residua dei 36 mesi. La misura non è stata rinnovata per le nuove iscrizioni 2026 e non è cumulabile con la riduzione del 35%.
Le scadenze 2026
Le scadenze sono due tipi con logiche diverse:
1ª rata contributi fissi sul minimale
Prima delle quattro rate trimestrali uguali. Stessa data per artigiani e commercianti.
Saldo + 1° acconto quota eccedente
Per chi ha superato il minimale nel 2025 — stessa scadenza IRPEF. Rateizzabile in 6 rate fino a novembre.
2ª rata contributi fissi sul minimale
Seconda rata trimestrale. Importo identico alla prima.
3ª rata fissi + 2° acconto eccedente
Terza rata del minimale e secondo acconto sulla quota variabile. Non rateizzabile.
4ª rata contributi fissi sul minimale
Ultima rata dell'anno contributivo 2026. Si versa nel primo trimestre dell'anno successivo.
Dove trovare gli importi esatti: gli importi personalizzati e i modelli F24 precompilati sono nel Cassetto Previdenziale del portale INPS, sezione "Dati del mod. F24". Lì trovi tutto già calcolato con i tuoi dati specifici.